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L’estate è quel periodo dell’anno in cui c’è più caldo (ovvio), viaggiamo di più, visitiamo nuove mete e proviamo nuove esperienze. L’estate 2020 è un po’ diversa dalle altre con le sue mascherine, il distanziamento sociale ed il timore per un nuovo confinamento a casa. Questo però non deve fermarci dal vivere la nostra vita. Quindi…

...che facciamo a Ferragosto?

Insieme a “che si fa a Capodanno” è una delle domande che più mi terrorizza. Fortunatamente quest’anno a motivo delle restrizioni c’era poca possibilità di scelta, bisognava stare nei paraggi. Data la ritrovata passione per le due ruote (mosse da un potentissimo motore a 2 gambe), la mia ragazza se ne esce con “e se andassimo a Peschiera del Garda in bici?”.

Parto subito col dire che sono fuori allenamento da un bel pezzo. Da solo un mese circa ho ricominciato ad allenarmi, e l’idea di spararmi un’ora di pedalata all’andata ed al ritorno col caldo ferragostano proprio non mi piaceva. Ma le sfide sono fatte per essere accettate, quindi eccoci qui.

Ok, facciamolo.

Preparazione

Non stiamo parlando di una preparazione per il Giro d’Italia, quindi un paio di pantaloncini da ciclismo, una maglia traspirante ed una borraccia dovrebbero bastare. Aggiungiamo anche il porta cellulare per il manubrio, così usiamo il navigatore, una borraccia termica ed uno zaino fotografico (potevo non portarmi dietro la mia a6400?) ed il gioco è fatto.

Aspettative

Meglio non aspettarsi mai nulla nella vita, così non si rimane delusi. Peschiera del Garda per me era nuovo, non c’ero mai stato, e devo dire che è un comune molto carino. Ha una ciclabile che parte da Valeggio sul Mincio ed in circa 13 km vi porta sulla riva del Lago di Garda. Una volta entrati nel paese si possono visitare i vicoli del centro storico o percorrere il lungo lago, che vi conduce al porto ed alla vicina spiaggia piena di turisti.

Riprese

Come anticipato mi sono portato dietro la videocamera. L’obiettivo principale era di godermi la giornata, ma sapevo che avrei notato dei dettagli che mi sarebbe piaciuto riprendere e che lo smartphone non avrebbe reso giustizia.

Torno a casa con circa 8 minuti di girato in 47 clip. Tra queste una barca a vela, un motoscafo, un pedalò, qualche bandiera, il lago, il porto, qualche scorcio del centro…

Come ogni volta in questa situazione ci si chiede: cosa devo farne di queste clip? Le tengo. E quando le rivedrò mai? Le monto? Si, ma come?

8 minuti di girato, se fatto decentemente è sufficiente per realizzare un video di 30 secondi, e dato che da tempo volevo realizzare un progetto simile (raccontare qualcosa in 30 secondi), ho deciso di partire da qui.

La scelta del montaggio e della condivisione

Ho ripulito il canale YouTube, preparato un paio di grafiche e montato il video. Dato che c’ero ho ripreso la fase di montaggio e ne ho tratto un secondo. Chissà, potrebbe essere di spunto a qualcuno per iniziare nel mondo del videomaking.

Conclusioni

È stato divertente sperimentare di nuovo come facevo anni fa e ricominciare a pubblicare contenuti che non fossero tecnici o dovuti al lavoro, penso andrò avanti per questa strada.

Categorie: 30 secondi

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